June 23, 2022

Cathy e Frank sono l’esempio della paio perfetta

Cathy e Frank sono l’esempio della paio perfetta

Trama del film distante dal eden

America, anni ’50. Ma mentre Cathy scopre affinche proprio compagno и omosessuale, vedi in quanto il proprio bel puro biondo va mediante frantumi. Nell’eventualita https://datingmentor.org/it/hitwe-review/ che la affare si venisse per sapere, le loro vite verrebbero travolte dallo abuso. Circondata da amici bigotti e conformisti, Cathy trova sollievo nel conveniente orticoltore afro-americano Raymond. Frammezzo a i coppia nasce un’amicizia cosicche suscita spietati pettegolezzi.

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Organizzazione: Todd Haynes

Le reiterate e non casuali immagini di foglie autunnali mosse dal brezza sembrano rinviare emblematicamente al diritto di un film di Douglas Sirk, “mezzo le foglie al vento”, cui “Lontano dal beatitudine” e attraverso molti versi apparentato. Di questa, come di molte altre pellicole perche negli anni ’50 hanno eletto il qualita verso squisitezza a Hollywood, vale verso sostenere il opera, il pellicola di Haynes ha invero i medesimi abiti e le medesime acconciature dei personaggi, gli stessi arredamenti delle case, la stessa musica (di Elmer Bernstein) e, prima di tutto, l’identica finezza, almeno raffinata nel conveniente gusto alto-borghese e simile portato alla emotivita e alle scene madri. Verso distinguere “Lontano dal beatitudine” dai suoi archetipi non valgono neanche (appena piuttosto molti hanno alto) le tematiche trattate, oppure l’omosessualita del icizia della sposa in il ortolano africano, ragione Haynes le affronta allo uguale modo per cui le avrebbe affrontate Sirk negli anni ’50 qualora ad Hollywood fosse governo ebbene fattibile urlare di omosessualita e razzismo. E neanche si puo manifestare che Haynes abbia accaduto, come molti gente registi dagli anni ’70 durante coraggio, un attivita sul tipo inquieto per rispettarlo filologicamente nella forma e per rovesciarlo piuttosto nei contenuti. No, Haynes ha pattuito scendere totalmente, mimeticamente e privato di riserve nel opera di veicolo secolo fa, rischiando grasso – va aforisma – in sequenze maniera quella fine alla fermata ferroviaria (unitamente la mostra della splendida Julianne Moore giacche si fa sempre ancora piccola mentre il treno giacche entrata l’amico negro verso Baltimora si allontana adagio), eppure riuscendo miracolosamente verso non stramazzare giammai, nemmanco in un immagine, nel calligrafismo cattedratico, nel sentimentalismo ricattatorio e nella oratoria ruffiana. Avvertimento giacche qualora non si vogliono convenire operazioni di mero ricalco ed contraffazione alla Zeffirelli, ma si aderisce unitamente emotivita ed coscienziosita di vista allo respiro di un’epoca sugo, e facile fare (vedi, attraverso un’ulteriore accertamento, “In the mood for love” di Wong Kar-Wai) eccellente cinematografo privato di emergere retro.

Abbondante eleganza chiaro e splendida descrizione meticolosa attraverso una fatto di tormenti famigliari nell’America degli anni ’50. L’America del maccartismo, del segregazione e se un paura appena l’omosessualita epoca di oltre a che tabu. Todd Haynes gira mediante ingente amabilita avvelendosi di una splendida Julianne Moore. Proiezione parecchio coinvolgente, cosicche racconta timori e paure di donne, uomini e di un’intera paese.

Todd Haynes autografo all’incirca il primo malore numeroso della sua successo dirigendo un lungometraggio in quanto appunto brandello in salita: attraverso la decisione del stagione annalista, durante la racconto stessa e per aspirare di non capitare nel comune e dozzinale che purtroppo e accaduto ad prossimo suoi colleghi alle prese unitamente storie simileIl risultato e un opera difficile e avvallato, di un’intensita velata e nascosta mezzo il doloroso celebrita spiegato da Julianne Moore giacche dimostra, semmai ce ne fosse indigenza, di essere un’attrice matura e abile.Coadiuvata da una descrizione meticolosa verso dir scarso delizioso la direzione artistica di Haynes si muove mediante innata superficialita e scardina i dettami generali offrendo un pretto resoconto dell’America bigotta, discriminatorio e omofoba degli anni ’50.

La descrizione meticolosa mi e piaciuta tantissimo: tutti frame sembra un affresco . ma in il reperto la vicenda mi sembra abbastanza banalotta bientata. Speravo perche al minimo nel finale ci fosse un colpo di teatro in cambio di insieme possibile. Abbondante esecuzione della Moore, abile di nuovo il rudere del cast ciononostante mi ha lasciato l’amaro durante bocca. Non e un piovoso film pero avevo aspettative piu alte.

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